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Terminus Radioso, parte 4.7 - Kersai Gishiga, cacciatore coriachi

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  Kersai è stato allontanato diversi anni fa dalla sua gente e ora si guadagna da vivere offrendo i suoi occhi e il suo fucile al miglior offerente. Nessuno conosce le ragioni dell'esilio di Kersai e i suoi problemi con la lingua imperiale non favoriscono certo la comunicazione. Ma la conoscenza approfondita della taiga e l’abitudine a non fare domande, fanno di lui una risorsa molto preziosa e contesa a Posidonia. Obiettivo: apprendere la lingua imperiale e diventare un cittadino rispettato. 1d6 dicerie: Kersai deve consegnare un fagotto alla vecchia Eke, presso la sua tribù nel cuore della taiga, a nord di Posidonia. Non può però avvicinarsi alla sua gente senza rischiare di essere ammazzato come un cane.  I mistici vorrebbero farne il più grande esploratore dell’abisso, ma Kersai sembra esserne terrorizzato, nonostante il fatto che il lago nero sia un luogo sacro e venerato dai coriachi. Kersai ha abbracciato la Tempesta, rinnegando gli antichi dei. Si dice che questa sia la cau

Terminus Radioso, parte 4.5 - Vladimir Kapustin, anarchico

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  Un anarchico Vladimir è un uomo che ha imparato ad arrangiarsi da solo, si guadagna da vivere facendo diversi lavori, più o meno leciti. E’ stato contadino nei campi ogm, operaio, costruttore di trappole per animali da pelliccia, pescatore di ostriche e ha praticato cento altri mestieri, anche meno nobili di questi. È in città da poco tempo, eppure tutti conoscono Vladimir e i suoi occhi tristi. Obiettivo: la rivoluzione. 1d6 dicerie: Vladimir deve raggiungere il kolchoz nella foresta ad ovest, ha bisogno di una scorta affidabile per attraversare la taiga. Promette in cambio una cassa di frutta e verdura non contaminata, coltivata dai cremisi del kolchoz. C’è sempre bisogno di uno specialista, di qualcuno che faccia il lavoro sporco. Vladimir ha esperienza da vendere e nulla da perdere. La Bandiera Nera lo considera una testa calda e Vladimir a sua volta non riesce ad essere completamente d’accordo con la linea politica della banda. Ma si stimano e si temono a vicenda. E a volte le l

Terminus Radioso, parte 4.4 - Marija Lasickene, detta l’Imenottera

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l’Imenottera L’Imenottera è una mendicante che si aggira giorno e notte per i vicoli di Posidonia, parlando da sola e rovistando tra i banchi del mercato in cerca di qualcosa da mettere sotto ai denti. Nonostante l’aspetto inquietante, i suoi occhi neri come il lago ne lasciano intravedere la bellezza d’un tempo, mai del tutto appassita. Obiettivo: impossibile da decifrare. 1d6 dicerie : Se avete bisogno d’informazioni sulla città cercate l’Imenottera, lei va ovunque, ascolta tutte le conversazioni e nessuno ha il coraggio di impedirglielo. Di giorno ronza attorno alla frutta marcia del mercato e di notte assorbe la luce dei lampioni. Si dice che Marija Lasickene appartenesse all’antica nobiltà della capitale imperiale e che sia stata allontanata dalla famiglia per evitare scandali. L’Imenottera parla con tutte le cose e comprende la loro lingua segreta. Più di una persona l’ha vista sussurrare al lago, in ginocchio nella neve, per poi tendere l’orecchio in ascolto. Per una moneta o u

Terminus Radioso, parte 4.3 - Leonid Anatol'evič Vološin, esploratore della gilda

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  Leonid Anatol'evič Vološin, esploratore Nonostante i suoi modi arroganti e gli improvvisi accessi d’ira, Leonid è considerato uno dei più quotati esploratori dell’anomalia, ed è tenuto in grande considerazione dalla gilda dei mercanti. Soprattutto per via della sua straordinaria resistenza alle radiazioni. Obiettivo: mettersi in proprio e scalare le gerarchie della gilda. 1d6 dicerie :  Leonid ha bisogno di rimediare una dose nei bassifondi, è l’unico modo per tenere a bada i suoi tremori. Ma questo deve restare un segreto. La gilda sta cercando di organizzare una nuova spedizione con a capo Leonid, ma i suoi compagni abituali sono devastati dalle radiazioni e c’è bisogno di forze fresche. Leonid è un uomo molto devoto. Quasi ogni giorno si reca alla centrale elettrica per pregare la Tempesta. Non date retta a quelle storie su Leonid Anatol'evič, non è davvero immune alle radiazioni. Provate a fare due chiacchiere con Julija Nikolaevna, la prostituta, giù nei bassifondi. Fate

Terminus Radioso, parte 4.2 - Andrej Sergeevič Epišin, poeta

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Andrej Sergeevič Epišin, poeta Animo romantico e carattere burrascoso, si vede in giro solo dopo il tramonto. Soffre di una forte balbuzie che sembra svanire improvvisamente quando canta vecchie canzoni o declama i suoi componimenti poetici. Obiettivo: riuscire a comporre il grande poema di Terminus Radioso. 1d6 dicerie : Andrej vorrebbe esplorare l’anomalia, ma è già stato respinto tre volte ai test cognitivi. Farà di tutto pur di ottenere quell’autorizzazione. A volte beve un po’ troppo e inizia a declamare poesie dal contenuto oscuro che sostiene gli vengano sussurrate dagli spiriti del lago. Questo ha attirato su di lui le attenzioni del cerchio mistico. Nonostante abbia intrapreso la sua strada, Andrej continua ad essere mantenuto da suo padre Sergey, un ricco mercante della Gilda, il quale vorrebbe che seguisse la tradizione di famiglia tornando a lavorare per lui.  Vive in una bettola nei bassifondi e la sua unica compagnia è un kedi* rossiccio di nome Afet (“disastro” in dialet

Terminus Radioso, parte 4.1 - Ol’ga Kaliturina, sorella del consorzio

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  Sorella Ol'ga 4.1 / Ol’ga Viktorovna Kaliturina (sorella del consorzio) Carattere duro e occhi stanchi, ma nonostante l'aspetto austero Ol’ga non rifiuta il suo sostegno a chiunque bussi alla porta del consorzio, e senza fare domande.  Obiettivo: prendersi cura dei disperati nei bassifondi e coltivare il seme della rivolta. 1d6 dicerie : Ol’ga deve consegnare due casse di cibo a una famiglia bisognosa che vive nei pressi del lago (la casa in realtà è un rudere e le casse sono piene di vecchie armi da fuoco per la Bandiera Nera). Il consorzio vuole creare un orto segreto, ma per farlo ha bisogno dei protocolli mistici (OgGaM) custoditi nella Cittadella. Senza di quelli nessuno è in grado di far crescere ultraortaggi commestibili. Si dice che il consorzio sia finanziato dalla cattedrale elettrica e che la sorellanza sia soltanto un ordine segreto del loro clero. Ol’ga veste sempre in maniera austera, ma conserva gelosamente sotto il suo piccolo letto, un collo di pelliccia di

Terminus Radioso, parti 3.9 e 3.10 - la Centrale elettrica e i Bassifondi

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la grande Cattedrale Elettrica, sulla montagna 3.9 / Centrale elettrica : Si tratta di una piccola cattedrale gotica in pietra nera, con decine di vetrate dipinte raffiguranti cieli neri e mari del nord in tempesta. È completamente avvolta da un’edera rigogliosa intrecciata a lunghi cavi elettrici che fuoriescono dalle grondaie e si slanciano verso la città, sorretti da alti pali di legno. Osservandola da fuori si può scorgere attraverso le vetrate una luce bianca e pulsante provenire dal suo interno, giorno e notte. La centrale è gestita da un piccolo gruppo di prelati che con le loro preghiere riescono ad evocare la Tempesta. Il respiro divino si accumula nel grande altare in ferro al centro della chiesa e da lì, attraverso una moltitudine di cavi si slancia verso la città, illuminandone i lampioni. Molti fedeli della Tempesta si radunano ogni giorno alla centrale per aiutare il clero nell’evocazione con preghiere e offerte. 1d6 dicerie: I prelati evocano la Tempesta che domina il mo