Terminus Radioso, parte 4.7 - Kersai Gishiga, cacciatore coriachi

 


Kersai è stato allontanato diversi anni fa dalla sua gente e ora si guadagna da vivere offrendo i suoi occhi e il suo fucile al miglior offerente. Nessuno conosce le ragioni dell'esilio di Kersai e i suoi problemi con la lingua imperiale non favoriscono certo la comunicazione. Ma la conoscenza approfondita della taiga e l’abitudine a non fare domande, fanno di lui una risorsa molto preziosa e contesa a Posidonia.

Obiettivo: apprendere la lingua imperiale e diventare un cittadino rispettato.

1d6 dicerie:

  1. Kersai deve consegnare un fagotto alla vecchia Eke, presso la sua tribù nel cuore della taiga, a nord di Posidonia. Non può però avvicinarsi alla sua gente senza rischiare di essere ammazzato come un cane. 
  2. I mistici vorrebbero farne il più grande esploratore dell’abisso, ma Kersai sembra esserne terrorizzato, nonostante il fatto che il lago nero sia un luogo sacro e venerato dai coriachi.
  3. Kersai ha abbracciato la Tempesta, rinnegando gli antichi dei. Si dice che questa sia la causa del suo esilio. Ma nessuno conosce la verità.
  4. Indossa sempre una pelliccia molto pesante, bruciacchiata in diversi punti. L’ha cucita lui stesso, utilizzando le pelli di diverse tilki rosse.
  5. Kersai vive in una piccola baita di legno, poco fuori le mura della città. Per trovarlo bisogna percorrere il sentiero che taglia i campi ogm a est e raggiungere i primi alberi della foresta. Quando qualcuno gli chiede perché si ostini a vivere così isolato, lui risponde pacato: “lago troppo nero, foresta troppo bianca”.
  6. Si vede spesso gironzolare nei pressi del consorzio. Ma Kersai guadagna bene, non ha bisogno della carità delle sorelle. Deve esserci qualcosa di losco.


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